Over hangover again

Benvenuto 2012 e che l’hangover sia con te, mattina e pomeriggio. Di questo particolare stato psicofisico vogliamo trattare oggi ma più che altro vorremmo (io e i ricercatori) darvi un rimedio facile facile che o passa tutto o finisci dritto al cesso a sboccare tipo annaffiatoio ricapitolando non solo tutti gli ingredienti ma tutta l’esatta cronologia dei drink che hai bevuto la sera prima. L’apporto calorico di questo miracoloso panino officinale è sconosciuto e credo sia bene per tutti mantenerlo tale senza impipponirsi sul ah ma io devo ancora buttar giù i chili che ho preso con il brasato di cammello a natale e le girelle al cemento di capodanno. No. Oggi no. Oggi fai ancora male a te stesso e cucina un versione aggiornata e obiettivamente un po’ malmessa di un hot dog. Che il cane caldo benedica pisciando tutti i buoni propositi per l’anno nuovo (mie e tuoi e dei ricercatori)

INGREDIENZA

1 panino lungo (io l’ho preso integrale tu pensaci)
1 wurstel (possibilmente senza pelle e possibilmente GRANDE)
1/2 cipolla
una manata di misticanza
una decina di fagiolini
1/4 di peperone rosso
2dl vino bianco
1 cucchiaino di farina
2 cucchiaini di aglio in polvere
peperoncino
ketchup
maionese
senape forte
olio e.v.o
sale e pepe

PREPARAZIO

1. Rimozione mediante soda caustica delle incrostazioni sulle tue mani derivate da ieri sera et raccolta differenziata dei relativi detriti accompagnata dai Girls in Hawaii
2. Coltello in mano (dalla parte del manico se puoi) e giù a tagliare la cipolla sottile, i fagiolini a metà (per il lungo), il peperone a strisce (previa asportazione di parti bianche e semi) e il wurstel a strisce anche lui (perché intero è un po’ troppo mainstream ma più che altro scomodo)
3. Padella sul fuoco SENZA UN CAZZO DENTRO, attesa raggiungimento temperatura elevata e abbrustolimento lingue di wurstel, prelievo delle medesime e conservazione lì in zona, in una ciotola, in un cranio vuoto di scimmia, in un vaso di formaldeide, va un po’ a opinioni
4. Spegni il fuoco e fai raffreddare un minimo la padella, poi giraci un po’ d’olio, riaccendi il fuoco non altissimo e rosola la roba che hai tagliuzzato, aggiungi la farina e sfuma con il vino, aggiungi l’aglio in polvere e vai di sale, di pepe e a piacere di peperoncino (ma tieni comunque presente che il tuo fegato un limite ce l’avrà) abbassa quasi al minimo il fuoco e fai andare per cinque minuti con un coperchio
5. Mentre aspetti prendi in mano il panino, incidilo per il lungo e poi con le tue tozze ditine crea un confortevole giaciglio pour la viande e il resto della roba
6. COMPOSIZIONE: Schiaffa sul fondo del panino un po’ di maionese, poi una cucchiaiata di verdure, un po’ di wurstel, altre verdure e il rimanente wurstel, finisci con ‘na botta di misticanza o insalata a cazzo o anche niente. Pioggia finale di ketchup e/o maionese e/o senape.
7. Se sei un gourmand ripassa tutto in forno per intiepidire altrimenti succhia.

 

Risotto della madonna (quindi porco)

Il risotto è una di quelle cose che ti salva la vita e saperlo fare ti da più credibilità di una laurea in giurisprudenza,  più coolness di una maglietta dei Black Flag e più alone mistico di qualsiasi concerto dei Sunn O))). Detto questo va altresì aggiunto che farlo, dico farlo come dio comanda, richiede alcuni passaggi imprescindibili e tempi di cottura precisi, quindi fatti passare la sbronza prima di cimentartici.

Anche il risotto è quotidianamente sotto attacco da parte dei nouveaux cuisiniers che ne trasformano gusto e sembianze con abbinamenti spesso inquietanti e nomi quasi sempre improbabili, quindi oggi si fa i fighi pure noi e il risotto allo zafferano lo lasciamo fare agli altri.

INGREDIENZA (per Simon e Garfunkel)

150g di riso carnaroli (o insomma un riso per risotti)
100g di cavoletti di Bruxelles
80g di pancetta dolce
1 mela stark
7dl di brodo vegetale
1/4 di porro
2dl di vino bianco secco
40g formaggio di capra fresco
una manata di parmigiano grattugiato
olio e.v.o
succo di limone
pepe e sale

PREPARAZIO

1. Levigati i tentacoli con della carta vetrata e asciugali al gelido vento del nord mentre fai partire i Woods
2. Crea il brodo o se l’hai già fatto scaldalo portandolo a temperatura burning hell, tenendo presente che quando scrivo “già fatto” intendo che l’hai preparato in precedenza e NON che l’hai comprato dentro a un cazzo di tetrapack e l’hai versato in una pentola alla stregua del latte.
3. Trita il porro e taglia in quattro o in otto i cavoletti, a seconda della granditudine dei medesimi e scalda in una pentola la pancetta senza olio. Sbuccia la mela e tagliala a cubetti, poi mettila in una ciotola con acqua e succo di limone.
4. Quando la pancetta è colorata fai ammorbidire il porro nella stessa padella poi butta il riso e fallo tostare per circa un minuto e mezzo, fino a quando i chicchi non diventano quasi trasparenti, nota che sto passaggio è FONDAMENTALE
5. Una volta tostato il riso sfuma con il vino fino a che evapora, dopodiché vai con una o due mestolate di brodo e butta dentro anche i cavoletti. mo’ mescola
6. Quando il risotto si asciuga aggiungi a mestolate il brodo continuando a mescolare, aggiungi un pizzico di sale ma senza esagerare. In totale il riso deve cuocere tra i sedici e i diciassette minuti quindi piantona il fornello e non schiodarti per nessun motivo, tanto meno se ti suona il cellulare. Quando mancano circa cinque minuti aggiungi i cubetti di mela scolati.
7. Niente panico se non hai fatto fuori tutto il brodo eh
8. Quando sono passati i sedici minuti bada che il risotto non sia troppo asciutto ma anzi sia all’onda, cioè che navighi in un po’ di brodaglia, dopodiché spegni il fuoco, aggiungi il caprino, il parmigiano, una macinata abbondante di pepe e picchia sopra il coperchio.
9. Aspetta un cinque minuti, scoperchia e smestola, servendo con un filo d’olio d’oliva se piace. Ecco, la tua vita non sarà mai più la stessa

Chi ha ucciso il tuo fegato?

E’ accaduto qui nella mia cucina, l’altra mattina ho trovato il mio fegato, avvolto nella plastica, morto e abbandonato, un bigliettino che diceva “perdonami, ma non ce la faccio più” ma alla fine ce ne si fa una ragione, seguirò a ruota ma fino a quel momento mi ammazzo di fritto e grasso animale, che essere truci a mio avviso in ambito culinario è quasi fondamentale.
Presente quei cosetti che spacciano da KFC come popcorn di pollo? ecco, io non so se quello sia effettivamente pollo o qualcosa la cui origine è meglio non nominare nemmeno, fatto sta che danno dipendenza e se ci tieni al portafogli a un certo punto devi guadagnarti la tua indipendenza e farli tu, a chilate, sti cazzo di pop corn di pollo. Ho escogitato una ricettina che vale e il mio buon cuore (che ancora risiede al suo originario domicilio) mi spinge a condividerla con te.

INGREDIENZA (per una saccata di popcorn)

1 petto di pollo intero
2 uova
0,5dl di latte
un po’ di farina
50g di pangrattato
50g di nachos sfracellati
1 cucchiaino di paprika
1 cucchiaino di aglio in polvere
1 cucchiaino di cipolla in polvere
1 cucchiaino di sedano in polvere
olio di semi misti
sale come grandinasse

PREPARAZIO

1. Picchia i piedi mentre ti lavi le mani per i Melvins
2. Disossa il petto di pollo e fallo a pezzettini piccoli piccola (2x2cm sarebbe lo meglissimo)
3. Prendi due piatti fondi e metti in uno la farina e nell’altro le uova che sbatti con il latte
4. In un sacchetto di plastica metti il pangrattato, la paprika, i nachos sbrindellati, il sedano in polvere, la cipolla in polvere e l’aglio in polvere, shakeri abbestia
5. Scaldi una padellazza con l’olio poi passi i pezzetti di pollo prima nella farina, poi nell’uovo e poi li sbatti nel sacchetto con la panatura e shakeri abbestia once again
6. quando i tuoi popcorn son pronti e l’olio è a temperatura (ficcaci dentro uno stuzzicadenti, se fa le bollicine ci sei) friggi tutto finché si dorano
7. scoli i popcorn, li fai asciugare sulla carta da cucina, sali e servi caldi caldi
8. Ti munisci di mille salsette per pociarli dentro e dici addio al tuo fegato mentre stappi una Bud ghiacciata

Zuppa del lunedì: made in China

Di nuovo un porcaputtanatroia di lunedì e a peggiorare la cosa c’è anche questa dilagante atmosfera natalizia, proibitiva per gli epilettici, che porta gestori di ristorante e negozi ma anche la gente comune ad addobbare finestre e balconi con inguardabili decorazioni lampeggianti e dico inguardabili nel senso che veramente non riesci a guardarle senza che gli occhi ti si liquefacciano da dentro e il tuo cervello inizi a cagare a spruzzo facendoti sanguinare le orecchie.
Non c’è nessuno a cui piaccia davvero il Natale e lo sanno tutti.
Detto questo, di ritorno da una giornata inevitabilmente di merda come un lunedì di inizio dicembre una sola cosa può riscaldarti l’esofago e di rimando l’anima, ammesso che non si trovi già sullo scaffale di qualche mercatino dell’usato and iunnouattaimin, ovvero una zuppa. Io ho provato a farne una tipo quella che mangiavo sempre a londra, similcinese con mais e pollo in scatola da unire semplicemente all’acqua bollente, quando con la lingua appena perforata faticavo anche solo a respirare. Inutile dire che non è venuta proprio uguale, anzi, ma sbattiamocene il pirlone che tanto è buona lo stesso.

INGREDIENZA (per due satanisti)

1 cipollotto
100g di mais in scatola
2 fettine di pollo
salsa di soia
coriandolo freeeesco
zenzero freeeeeeesco
olio di sesamo
1 cucchiaio di farina
0,6l di brodo vegetale
pane in cassetta (for the crostini)

PREPARAZIO

1. Lavandoti le mani lacrima e deprimiti poi gioisci poi deprimiti di nuovo con la banda di caballos
2. In una padella scalda un po’ di olio di semi e cuoci il pollo tagliato a pezzetti per  cinque minuti, poi bagna con la soia (secondo i tuoi gusti) e fai cuocere altri cinque minuti
3. In una pentola scalda il brodo e unisci lo zenzero sbucciato e tagliato a pezzi grossolani, fai andare tutto per dieci minuti poi togli lo zenzero
4. Unisci al brodo il mais, il cipollotto tagliato a rondelle e il pollo, fai cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti (coperto)
5. Togli il coperchio alla zuppa e unisci la farina mescolando ben bene fino a fargli raggiungere la consistenza che preferisci
6. Intanto in un’altra padella fai dorare il pane tagliato come cazzo ti pare SENZA OLIO
7. Servi la zuppa con i crostini e aggiungi il coriandolo fresco tritato alla fine. orrait.

Evil Ei

Le confezioni da dieci uova a un novantanove centesimi sono sempre allettanti ma poi arriva il giorno in cui ti rendi conto che sono scadute ieri e ne devi ancora fare fuori quattro o cinque e cosa fai? la solita frittata? può essere un’idea ma puoi incattivirti e farle, invece, ripiene di inferno.
E sì… questa foto è una citazione di quel film lì.

INGREDIENZA

4/5/6/23 uova
sale e pepe
1 cucchiaio di maionese ogni 2 uova
1 cucchiaino di paprika piccante ogni 4 uova
1 cucchiaino di curry dolce ogni 4 uova

PREPARAZIO

1. Vai a lavarle. ‘Scolta i Red Fang
2. Togli le uova dal frigo e aspetta che arrivino a temperatura ambiente, intanto fai bollire una pentola di acqua con un po’ di sale (serve a non farle sfracellare mentre cuociono)
3. Quando l’acqua bolle immergi le uova con cautela (puoi usare un cucchiaio) una ad una e falle andare per dieci minuti (non di più, non di meno) poi falle sfreddare in acqua e ghiaccio
4. Sguscia le uova e tagliale a metà, estrai il tuorlo senza fracassare la parte bianca che fungerà da coppa.
5. In una ciotola metti i tuorli, li schiacci con una forchetta e unisci la maionese, sale e pepe, la paprika e il curry
6. una volta pronto il ripieno schiaffalo dentro alle coppeuovo di prima (se vuoi fare il figo puoi usare una sac-à-poche per farle più belle, tieni presente che puoi anche mettere il ripieno dentro a un sacchetto per alimenti, lo schiacci ben bene verso gli angoli poi ne tagli uno e vai di sac-à-poche fatta in casa)

Il sushi spiegato da un vegano black metal

ma c’è anche www.blackmetalchef.com

Il Club Sandwich che non c’entra un cazzo

Dopo anni e anni di lavori la stazione centrale di Milano è, almeno in apparenza, finita, nel senso che si è riempita di boutique e cazzate varie (eccezion fatta per la Feltrinelli), di tappeti mobili e di biglietterie automatiche con voci che dire fastidiose è carineria gratuita, certo non di panchine o posti comodi dove aspettare di scoprire se il tuo treno è stato soppresso o è solo in ritardo di due ore come di consueto.
Poi c’è il panino giusto, che con soli sette euro ti serve un panino appunto non più grande di un dizionario tascabile e lo fa pure con l’usuale spocchia che lo contraddistingue. Ecco perché quando stai per fronteggiare un viaggio su rotaia e sai che la fame prima o dopo ti addenterà la fronte come un koala incazzoso devi obbligatoriamente portarti qualcosa appresso da casa: il club sandwich che non c’entra un cazzo (e che fra le altre cose, si fa allegramente sollazzare i genitali dai prodottini minchia del panino giusto)

INGREDIENZA

1 panino bianco lungo (tipo ciabatta)
50g di petto di tacchino al forno a fette
4 fette di pancetta tonda
10 pistacchi salati e sgusciati
1 cucchiaio di senape di digione
1 cucchiaio di maionese
5cm di porro
una noce di burro

PREPARAZIO

1. Chiuso il Trolley di Hello Kitty lavati le mani e schiaccia play coi Weezer
2. Metti il pane a intiepidire leggermente (già tagliato a metà) nel forno a 100°C così non rischi niente anche se vai per le lunghe
3. In un padellino, zero olio e zero burro, cuoci la pancetta e poi la fai asciugare sulla carta da cucina
4. Nello stesso padellino che non pulisci aggiungi il burro e ammorbidisci il porro tagliato a rondelle per qualche minuto
5. Nel frattempo sbricioli i pistacchi (li metti in un panno e gli dai giù di mattarello o di testa)
6. mescoli in una ciotolina la cucchiaiata di maionese con la senape
7. Togli il pane dal forno e componi: sulla metà inferiore metti i porri e il relativo sughetto, poi il tacchino, i pistacchi tritati e poi la pancetta
8. Sull’altra metà di pane spalmi la maioneseconlasenape e chiudi
9. avvolgi tutto in due chilometri di pellicola e infili nello zainetto

portati un bel libro, che ne so, Il mambo degli orsi di Joe R. Lansdale e prega di avere un posto vicino a un pezzo di figliola disponibile.